Natale del Signore – Messa all’aurora (Ambrosiano)

Lettura

Is 52:7-9

In quei giorni, Isaia disse:

7 Quanto son belli i piedi di colui, il quale sui monti annunzia, e predica la pace! di colui, che annunzia ogni bene, di lui, che predica la salute, e dice a Sionne: Il Signore Dio tuo regnerà.

Ver. 7. Quanto son belli i piedi di colui, i quali su’ monti ec. Vede già il Profeta gli Apostoli mandati da Cristo stesso a predicare la nuova legge, e in questa tenera e affettuosa esclamazione prorompe: quanto amabile e dolce è la venuta di questi ambasciadori del Cristo, i quali vengono ad annunziare e predicare la pace degli uomini con Dio stabilita da Cristo, ad annunziare ogni bene, e predicare la salute, a cui tutte le genti avran parte! Questi predicatori diranno a Sionne: il tuo Dio stesso sara Re di tutti gli uomini, il tuo Messia, che è fatto per noi sapienza e santificazione e redenzione, egli stesso governerà il nuovo popolo; non Mosè, non Davidde, non un Angelo, ma lo stesso Figliuolo del Padre, il Verbo incarnato. sarà, o Sionne, il tuo Re, il tuo pastore. Dice, che questi predicatori dell’Evangelio predicheranno su’monti, per significare come la nuova legge sarà annunziata a tutta la immensa turba delle nazioni, onde farà di mestieri, che da luogo elevato ad esse si parli, perchè tutti possano udire; e Cristo stesso sedendo sul monte, la sua dottrina esponeva alle turbe; e può anche alludere al sito di Sionne, donde si sparse la stessa legge per tutta la terra. Dice, che questi annunziano la pace, quella stessa pace, che nella nascita di Cristo fu annunziata dagli Angeli. Dove la nostra Volgata dice: annuntiantis bonum, abbiam tradotto, che annunzia ogni bene, perchè tale veramente è il senso, come notò Origene, il quale per questo bene intese lo stesso Gesù Re e Dio di Sionne, il quale (come dice lo stesso Origene) è per noi ogni bene: Imperocchè se la vita è un bene, Gesù è vita: se la risurrezione è un bene, Gesù è risurrezione: se la luce è un bene, Gesù è la luce vera, e verità, e via, e sapienza, e potenza, e finalmente tesoro di tutti i beni è Gesù: in cap. X. ad Rom. 15. Vedi ancora quello, che ivi abbiam detto.

8 Voce delle tue sentinelle: alzeranno la voce, e insieme canteranno laude; perchè occhio ad occhio vedranno quando il Signore avrà a se ritornata Sionne.

Ver. 8. Voce delle tue sentinelle: alzeranno la voce, ec. Queste sentinelle sono gli stessi Apostoli, i quali dice il Profeta, che con voce non timida, ma alta e sonora, annunzieranno il Cristo, e insieme proromperanno in cantici di laude a Dio, autore della buona novella. Perocchè occhio od occhio, vale a dire, presenzialmente, avranno veduto il Cristo, avranno conversato familiarmente con lui, onde predicheranno (come dice uno di essi) quello, che udirono, quello, che videro coi propri occhi e contemplarono, e colle loro mani palparono di quel Verbo di vita, Jo. I. I. Tutte queste cose, ch’ei predicheranno, le avranno vedute eseguite in quel tempo, quando il Signore richiamerà a se Sionne, e a se la ritornerà, liberandola da’ suoi spirituali nemici, e ricolmandola di ogni bene.

9 Rallegratevi, e date laudi insieme, o deserti di Gerusalemme: perchè il Signore ha consolato il popol suo, ha riscattata Gerusalemme.

Ver. 9. O deserti di Gerusalemme. Gerusalemme deserta quasi, perchè ridotta ad avere nel suo seno pochi veri adoratori del Padre, e la Giudea tutta dove questi adoratori erano molto rari, si rallegreranno, e canteranno le lodi di Dio, che è venuto a consolare e riscattare il suo popolo. I deserti ancora della Giudea furono onorati dalla presenza di Cristo, il quale e al principio della sua predicazione, e più volte ancora dipoi vi si ritirò.



Salmo

Sl 97:3,2-6

[R:] 3b [Tutta la] terra [ha] veduto la salute del [Signore].

2 Il Signore ha manifestata la sua salute: ha rivelata la sua giustizia agli occhi delle nazioni.

Ver. 2. Il Signore ha manifestata la sua salute. Qui pel Signore intendesi Dio Padre, che fece in molte maniere conoscere agli uomini la sua salute, o sia Salvatore, che egli mandò agli uomini.
Ha rivelata la sua giustizia ec. Anche alle genti, che noi conoscevano ha fatto conoscere la sua giustizia, quella giustizia, di cui egli riveste l’uomo allorché giustifica l’empio; la qual giustizia è rivelata e manifestata per lo Vangelo di Cristo. Vedi Rom, I. 17. III. 2

3 Si è ricordato della sua misericordia, e della sua verità a favor della casa di Israele. Gli ultimi confini della terra hanno tutti veduto la salute del nostro Dio.

Ver. 3. Si è ricordato della sua misericordia e della sua verità ec. Si è ricordato delle promesse, che egli nella sua misericordia avea fatte a Israele, e si è ricordato di adempirie secondo la sua fedeltà. Egli avea promesso a Israele il Messia, ed ha mandato questo Messia. Fece allusione a questo luogo la Vergine nel suo cantico. Luc. I, 54, 55.
La salute del nostro Dio. Tutta la terra e stata chiamata a parte della salute operata da Dio per Gesù Cristo.

4 Canti con giubilo laude a Dio tutta quanta la terra: cantate, ed esultate al suono de’ musicali strumenti.
5 Cantate cantici al Signore sopra la cetra, sulla cetra, e sul saltero,
6 al suono di trombe di metallo, e di buccine. Cantate con voci di giubilo alla presenza del Signore, che è Re:



Epistola

1 Cor 9:19-22

Fratelli:

19b Imperocché essendo io libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnare que’ più.

Ver. 19. Essendo io libero da tutti, ec. Non essendo io sotto posto alla potestà, ed al dominio di alcun uomo, mi sono volontariamente fatto quasi servo di tutti, adattandomi alle debolezze, ed alle necessità di tutti, affine di guadagnare maggior numero di persone al Vangelo.

20 E mi son fatto Giudeo co’ Giudei per guadagnare i Giudei:

Ver. 20. E mi son fatto Giudeo co’ Giudei. Vuol dire, che nelle osservanze e ceremonie esteriori, le quali non eran contrarie al Vangelo, si era egli sovente accomodato al genio de’ Giudei appassionati per le antiche loro costumanze, per insinuarsi con tale condiscendenza nei loro cuori. Vedi gli Atti XXI. 23. XVI. 3. ec.

21 Con quegli, che sono sotto la legge, come se fossi sotto la legge (non essendo io sotto la legge) affine di guadagnare quelli, che erano sotto la legge: con quegli, che erano senza legge, come se io fossi senza legge, (non essendo io senza legge di Dio: ma essendo della legge di Cristo) per guadagnare quegli, che erano senza legge.

Ver. 21. Con quelli, che sono sotto la legge, come se ec. Sotto la legge erano i proseliti, i quali si soggettavano volontariamente alla legge. Lo spirito, e la mente di Paolo sono in questo luogo mirabilmente espressi da s. Agostino nella celebre lettera a s. Girolamo, dove dice così: Mi son fatto Giudeo co’ Giudei, e le altre cose, che qui si dicono, una compassione esprimono di misericordia, non una ingannevol finzione. Imperocchè fassi come malato, colui che serve al malato, non allora quando finge di avere la febbre, ma bensi, quando con animo compassionevole pensa, in qual modo amerebbe di essere assistito, se fosse egli stesso ammalato. Paolo veramente era Giudeo; divenuto poscia Cristiano non avea abbandonato i sacramenti giudaici, le cerimonie giudaiche, date legittimamente a quel popolo in un tempo, in cui erano convenevoli, e necessarie: ed egli stesso essendo Apostolo di Cristo le avea praticate, affine d’insegnare, che non erano nocive a chi volesse osservàrle, senza però riporre nelle medesime speranza alcuna di salute, perchè la salute figurata in quelle cerimonie era stata già recata dal Signore Gesù.
Con quelli, che erano senza legge, come se ec. Co’ Gentili mi sono fatto, come se non fossi stato Giudeo, ma Gentile, non osservando tra loro la legge ceremoniale, anzi diportandomi, come se uno fossi di loro, che non han ricevuta la legge, quantunque io non sia, ne viva senza legge di Dio, ma osservi la legge di Cristo, cui sono soggetto.
Quelle parole non essendo io senza legge ec. le ha forse aggiunte l’Apostolo, perchè niuno sinistramente interpretasse quello che egli aveva detto dell’essersi fatto come uom senza legge per guadagnare i Gentili privi di legge.

22a Mi son fatto debole con i deboli per guadagnare i deboli. Mi sono fatto tutto a tutti per tutti far salvi.

Ver. 22. Mi son fatto debole con i deboli ec. Mi sono fatto simile ai deboli sì nell’animo per effetto di compatimento, e si ancora nell’operare, accomodandomi alla loro debolezza ed ignoranza, talora osservando la legge, astenendomi dalle cose immolate agli idoli ec. balbettando co’ balbuzienti, facendomi bambino co’ bambini, adattandomi in tutte le cose lecite e indifferenti al genio a’ costumi, ed agli affetti di tutti, e in tutte le forme cangiandomi, come portava il bisogno, o l’utilità de’ miei prossimi.



Vangelo

Lc 2:15-20

In quel tempo:

15 E dopo che gli Angeli si furono ritirati da loro verso il cielo, i pastori presero a dire tra di loro: Andiamo sino a Betlemme a vedere quello, che è ivi accaduto, come il Signore ci ha manifestato. 16 E andarono con prestezza: e trovarono Maria, e Giuseppe, e il Bambino giacente nella mangiatoia. 17 E vedutolo, intesero quanto era stato detto loro di quel Bambino. 18 E tutti quelli, che ne sentirono parlare, restarono maravigliati delle cose, che erano state riferite loro dai pastori.

Ver. 18. Restarono maravigliati ec. La semplicità de’ pastori toglieva ogni sospetto di finzione, e di falsità, come osservò s. Ambrogio.

19 Maria però di tutte queste cose facea conserva, paragonandole in cuor suo.

Ver. 19. Facea conserva, paragonandole ec. Paragonava tutto quel che vedeva, e udiva con quello, che era scritto in Mosè, e ne’ profeti, nutrendo la sua fede, e la sua gratitudine verso Dio, al quale era piaciuto, che in cose sì grandi toccasse a lei ad aver sì gran parte; ma con tentandosi di adorare in silenzio le opere di Dio, conservando in mezzo a tante grandezze la modestia, e l’umiltà, che tanto convengono a una vergine.

20 E i pastori se ne ritornarono glorificando, e lodando Dio per tutto quello, che udito avevano, e veduto, conforme era stato ad essi predetto.