Natale del Signore – Messa all’aurora (Tridentina)

Introito

[Lux fulgebit hodie super nos: quia natus est nobis Dominus: et vocabitur Admirabilis, Deus, Princeps pacis, Pater futuri saeculi: cuius regni non erit finis.] [Una luce splenderà oggi su di noi: perché è nato a noi il Signore, e si chiamerà l’Ammirabile, Dio, il Principe di pace, il Padre del secolo futuro: e il suo regno non avrà fine.

cf. Is 9:2,6

1 Primo tempore alleviata est Terra Zabulon, et Terra Nephthali: et novissimo aggravata est via maris trans Iordanem Galilaeae Gentium. 1 Primamente fu meno afflitta la terra di Zàbulon, e la terra di Nephthali, e dipoi fu gravemente percossa la via al mare, la Galilea delle nazioni di là dal Giordano.
2 Populus, qui ambulabat in tenebris, vidit lucem magnam: habitantibus in regione umbrae mortis, lux orta est eis. 2 Il popolo, che camminava tralle tenebre, vide una gran luce: la luce si levò per quegli, che abitavano nella oscura region di morte.

Ver. 1-2. Primamente fu meno afflitta la terra di Zabulon, ec. S. Girolamo riferisce, che gli Ebrei, i quali aveano abbracciata la fede di Cristo, in tal guisa esponevano questo luogo. Prima furono soggiogate, e menate in ischiavitudine le due tribù di Zabulon e di Nephthali, e dipoi la Galilea fu lasciata deserta, e le altre tribù, che abitavano oltre il Giordano nella Samaria, andarono schiave: quindi quel paese, di cui il popolo fu prima condotto a servire a’ Babilonesi, questo paese ingombrato dalle tenebre dell’errore, fu il primo a vedere la luce grande della dottrina e de’ miracoli di Cristo, e da questo paese si propagò a tutte le genti la semenza dell’Evangelio. Questa sposizione ottimamente si adatta all’applicazione fatta da s. Matteo di questa medesima profezia, Matt. IV. 13. In que’ paesi predicò lungamente Cristo, e indi scelse i suoi Apostoli, com’è notissimo dall’Evangelio. Ma per finir di illustrare la lettera di questi due versetti notisi come il Profeta dice, che primieramente saranno affllitte, saccheggiate, e menate via le due tribù di Zabulon e di Nephthali, ma elle saranno trattate meno male, che i paesi, che conducono al mare, ovvero, che son sulla costa del mare di Tiberiade, e la Galilea delle nazioni. Verso il mare di Tiberiade abitavano le tribù di Ruben, di Gad, e mezza la tribù di Manasse, e la Galilea delle genti era anch’essa di là dal Giordano.

6 PARVULUS enim NATUS est nobis, et filius datus est nobis, et factus est principatus super humerum eius: et vocabitur nomen eius, Admirabilis, consiliarius, Deus, fortis, pater futuri saeculi, princeps pacis. 6 Conciossiachè un pargoletto è nato a noi, e il figlio è dato a noi, ed ha sopra gli omeri suoi il principato, ed ei si chiamerà per nome l’Ammirabile, il Consigliere, Dio, il Forte, il Padre del secolo futuro, il Principe di pace.

Ver. 6. Conciossiachè un pargoletto è nato a noi, ec. Ecco il celere predatore, il quale fin dalla sua nascita comincerà a vincere e a predare. Egli è pargoletto di età, di statura, di semplicità, d’innocenza, ma egli è uomo perfetto, anzi gigante, per valore e fortezza. Dicendo il Profeta, che questo pargoletto è nato a noi, secondo un antico Interprete dimostra la temporal natività di lui dal seno di Maria: dicendo poi, che questo figlio è dato a noi, la divinità ed eternità viene ad accennare di questo stesso pargoletto, il quale dal Padre fu dato a noi per quell’amore, che il Padre ebbe verso di noi, come dice s. Giovanni, I. Jo. IV. 9.
Ed ha sopra gli omeri suoi il principato. Egli nascerà principe, e Signore, e Re del cielo e della terra. I grandi portavano in antico sulle loro spalle i distintivi della loro dignità: e i Padri generalmente hanno in queste parole ravvisato il mistero di Cristo portante sopra le sue spalle la Croce come segno del suo principato. Ed ei si chiamerà per nome l’Ammirabile. In Cristo dice l’Apostolo sono ascosi tutti i tesori della sapienza e della scienza di Dio. Egli è mirabile nella sua Concezione e nella sua nascita di madre vergine, egli è mirabile nella sua vita, mirabile nella dottrina, e ne’ miracoli, e nella passione, e nella morte, e nella risurrezione. Egli è mirabile in sè, mirabile ne’ santi suoi, ne’ quali colla sua grazia egli opera cose grandi e mirabili.
Il Consigliere. Alcuni Padri spiegano questo titolo dato a Cristo, come ad esecutore sapientissimo e fedelissimo del consiglio di Dio riguardo alla redenzione del genere umano, e riguardo alla vocazione delle genti, e al rigettamento degli Ebrei. Egli oltre a ciò insegnò agli uomini i misteri di Dio e le vie di salute, e gl’illuminò colla sua verità; e colla sua grazia fa, che amino, e vogliano il bene, e lo facciano. Dio. Questo pargoletto fatto di donna, nato sotto la legge (Gal. IV. 4.) egli è insieme Dio, perchè figliuolo del Padre, consustanziale al Padre . onde agli angeli tutti è ordinato, che nella stessa umiliazione, a cui per amore di noi discese, lo adorino. Vedi Ps. 96. 7., Hebr. I. 6.
Il Forte. La fortezza di questo pargoletto si dimostrò nel sopportare tante fatiche, e difficoltà, e contraddizioni, e i tormenti, e la morte crudele di Croce, e nel di struggere il regno del diavolo, e del peccato con mezzi, che sembravan sì deboli. Quindi così sovente Cristo è chiamato virtù di Dio, cioè fortezza e potenza di Dio.
Padre del secolo futuro.Il secolo futuro, o sia il mondo futuro (Rom. V. 14.) egli è quel secolo, e quel mondo predetto in tutte le Scritture, che dovea principiare alla prima venuta di Cristo, e finisce alla seconda. Viene a dunque con ciò significata quella nuova generazione di uomini, che sono nuove creature in Cristo generati da lui mediante la parola di verità, Jacob. I. 18., e generati per la eternità; perocchè siccome dal terreno Adamo siam generati per vivere nel tempo; così dal nuovo celeste Adamo siam rigenerati per vivere eternamente; Adamo ci generò per la terra, ci genera Cristo pel cielo. Quindi taluno tradusse: Padre della eternità, cioè della vita eterna, la quale egli co’ suoi patimenti, e colla sua morte a noi meritò.
Principe di pace. Carattere specialissimo di questo Re, il quale portò al mondo la pace, il quale rompendo la parete intermedia, le nimicizie tra Dio e l’uomo, tralla terra e il cielo, riconciliò la creatura col suo Creatore (Vedi Ephes. II. 18., Rom. v. 10.); il quale a’ suoi figliuoli lasciò quasi per loro patrimonio la sua pace, Jo. XIV. 27., il quale finalmente è autore, e principio di quella pace di Dio, che ogni sentimento sorpassa, la quale regna nei cuori, e nelle coscienze de’ suoi veri figliuoli. Vedi Philip. IV. 7.

Sl 92:1

1a Laus Cantici ipsi David in die ante sabbatum, quando fundata est terra. Dominus regnavit, decorem indutus est: indutus est Dominus fortitudinem, et praecinxit se. Etenim firmavit orbem terrae, qui non commovebitur. 1a Lauda, ovver cantico dello stesso Davidde pel giorno, che precede il sabato, quando la terra fu fondata. Il Signore ha preso possesso del Regno, si è ammantato di splendore, si è ammantato di fortezza, e ne ha cinti i suoi fianchi. Perocché egli diede fermo stato alla terra, la quale non sarà smossa.

Ver. 1. [cf. Offertorio]

[V. Gloria Patri, et Filio, et Spiritui Sancto.
R. Sicut erat in principio, et nunc, et semper, et in saecula saeculorum.
Amen.]
[V. Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo.
R. Come era nel principio, e ora, e sempre, nei secoli dei secoli.
Amen.]

Is 9:1-2,6

[Lux fulgebit hodie super nos: quia natus est nobis Dominus: et vocabitur Admirabilis, Deus, Princeps pacis, Pater futuri saeculi: cuius regni non erit finis.] [Una luce splenderà oggi su di noi: perché è nato a noi il Signore, e si chiamerà l’Ammirabile, Dio, il Principe di pace, il Padre del secolo futuro: e il suo regno non avrà fine.



Prima lettura

Tito 3:4-7

Carissime: (Carissimo:)

4 Cum autem [Apparuit] benignitas, et humanitas apparuit Salvatoris nostri Dei: 4 Ma allorché apparve la benignità, e l’amore del salvatore Dio nostro;
5 non ex operibus iustitiae, quae fecimus nos, sed secundum suam misericordiam salvos nos fecit per lavacrum regenerationis, et renovationis Spiritus sancti, 5 Non per le opere di giustizia fatte da noi, ma per sua misericordia ci fece; salvi mediante la lavanda di rigenerazione, e di rinnovellamento dello Spirito santo,
6 quem effudit in nos abunde per Iesum Christum Salvatorem nostrum: 6 Cui egli difuse in noi copiosamente per Gesù Cristo salvator nostro:

Ver. 4-6. La benignità… del salvatore Dio nostro; non per le opere ec. La carità, e l’amore che ebbe per gli uomini, benchè rei, e peccatori, Iddio nostro salvatore, fu quella, che ci salvò non per alcun nostro merito, ma per sola misericordia mediante il battesimo, in cui fummo lavati, e rigenerati, e fatti uomini nuovi per virtù dello Spirito santo diffuso con larghezza grande ne’ nostri cuori, perchè ricevessimo non solo la piena remissione de’ peccati, ma anche la pienezza de’ doni, e delle grazie celesti; e questo Spirito è stato a noi dato per Gesù Cristo, il quale lo meritò a noi co’ suoi patimenti, e con la sua morte.

7 ut iustificati gratia ipsius, heredes simus secundum spem vitae aeternae[: in Christo Iesu Domino nostro]. 7 Affinchè giustificati per la grazia di lui siamo secondo la speranza eredi della vita eterna[: in Cristo Gesù Signor nostro].

Ver. 7. Affinchè giustificati per la grazia di lui ec. La voce giustificati, significa lo stesso, che sopra rigenerati. Or quelli che Dio ha giustificati, gli ha anche glorificati, Rom. VIII. 3.; o sia, come dice qui lo stesso Apostolo, gli fa eredi della vita eterna, la quale già posseggono con la speranza. Vedi Rom. ibid.



Graduale

Sl 117:26-27,23

26a benedictus qui venit in nomine Domini. Benediximus vobis de domo Domini: 26a benedetto lui, che viene nel nome del Signore. Abbiam dato benedizioni a voi, che siete della casa del Signore:

Ver. 26. Abbiam dato benedizioni a voi. ec. Parla agli Apostoli e a’ discepoli di Cristo domestici suoi e famigliari. A questi dice: noi vi benediciamo, cioè diamo lode e desideriamo ogni bene a voi che, siete della famiglia del Signore, il qual Signore è Dio, e a noi si e fatto vedere sopra la terra. Ho voluto tradurre: è apparito: per ritenere una voce consacrata per così dire dall’Apostolo a significare la venuta di Cristo al mondo, e anche dalla chiesa, la quale chiama con il nome di Epifania cioè apparizione la la festa della manifestazione del Verbo incarnato Vedi Tit. II. 11.

27a Deus Dominus, et illuxit nobis. Constituite diem solemnem in condensis, usque ad cornu altaris. 27a il Signore è Dio, ed egli è a noi apparito. Distinguete il giorno solenne co’ folti rami sino al corno dell’altare.

Ver. 27. Distinguete il giorno solenne ec. Si allude alla festa dei tabernacoli, nella qual testa i Giudei formavan delle capanne co’ rami di alberi, nell’atrio del tabernacolo, e sul monte santo e nelle piazze e ne’ cortili della città, e in tal festa si cantava l’Hosanna, donde viene, che anche ai dì nostri gli Ebrei danno il nome di Hosanna a’ rami, che soglion allora portare nelle lor mani. Distinguete il dì solenne coll’ornare di frondi la città, e il tabernacolo del Signore, e l’atrio de’ sacerdoti dov’e l’altare degli olocausti, i corni del quale altare ornate anch’essi di verzura. Or tutto questo fu fatto nell’ingresso di Cristo in Gerusalemme, come si è veduto, e spiegato, Matth. XXI. 8. Joan. XXII. 13. Intorno a’ corni dell’altare degli olocausti vedi Exod. XXVII. 2. XXIX. 12.

22 Lapidem, quem reprobaverunt aedificantes: hic factus est in caput anguli. 22 La pietra, cui ricettarono quéi, che edificavano, è divenuta testata dell’angolo.
[V:] 23 A Domino factum est istud: et est mirabile in oculis nostris. [Alleluia, alleluia.] [V:] 23 Dal Signore è stata fatta tal cosa, ed ella è maravigliosa negli occhi nostri. [Alleluia, alleluia.]

Ver. 22-23. La pietra, cui rigettarono ec. Questa pietra secondo l’interpretazione di Cristo e degli Apostoli egli è Gesu Cristo. I Giudei e particolarmente i sacerdoti e i Farisei (i quali pell’uffizio che aveano d’insegnare, e di governare, si dice, che edificavan la chiesa) rigettarono questa pietra come inutile, e non buona a nulla, e questa pietra fu da Dio messa nel più importante e degno luogo dell’edifizio della nuova chiesa. Ella divenne pietra angolare, perché e sostiene tutto il corpo della gran fabbrica, e le due pareti, cioè i due popoli Ebreo, e Gentile riunisce nell’angolo in una sola chiesa, di cui Cristo è il capo: profezia manifesta della passione, e del rifiuto fatto dagli Ebrei di Cristo e dell’esaltazione di lui, il quale risuscitato da morte divenne capo della nuova Chiesa. Dio solo (soggiunge la chiesa) Dio solo potea far cosa tale, che e per noi sommamente ammirabile. Vedi quello che sopra questo luogo si e detto, Matth. XXI. 42. Marc. XII. 10 Luc. XX. 17. Att. IV. 11. Ephes. II. 10. 1 Pietr. II. 6. 7 Isai XXVIII. 16.

Sl 92:1

[V:] 1a Laus Cantici ipsi David in die ante sabbatum, quando fundata est terra. Dominus regnavit, decorem indutus est: indutus est [induit: induit] Dominus fortitudinem, et praecinxit se [virtute]. [Alleluia.] Etenim firmavit orbem terrae, qui non commovebitur. [V:] 1a Lauda, ovver cantico dello stesso Davidde pel giorno, che precede il sabato, quando la terra fu fondata. Il Signore ha preso possesso del Regno, si è ammantato di splendore, si è ammantato di fortezza, e ne ha cinti i suoi fianchi [di potenza]. [Alleluia.] Perocché egli diede fermo stato alla terra, la quale non sarà smossa.

Ver. 1. [cf. Offertorio]



Vangelo

Lc 2:15-20

In illo tempore: (In quel tempo:)

15 Et factum est, ut discesserunt ab eis Angeli in caelum: pastores loquebantur ad invicem: Transeamus usque Bethlehem, et videamus hoc verbum, quod factum est, quod Dominus ostendit nobis. 15 E dopo che gli Angeli si furono ritirati da loro verso il cielo, i pastori presero a dire tra di loro: Andiamo sino a Betlemme a vedere quello, che è ivi accaduto, come il Signore ci ha manifestato.
16 Et venerunt festinantes: et invenerunt Mariam, et Ioseph, et infantem positum in praesepio. 16 E andarono con prestezza: e trovarono Maria, e Giuseppe, e il Bambino giacente nella mangiatoia.
17 Videntes autem cognoverunt de verbo, quod dictum erat illis de puero hoc. 17 E vedutolo, intesero quanto era stato detto loro di quel Bambino.
18 Et omnes, qui audierunt, mirati sunt: et de his, quae dicta erant a pastoribus ad ipsos. 18 E tutti quelli, che ne sentirono parlare, restarono maravigliati delle cose, che erano state riferite loro dai pastori.

Ver. 18. Restarono maravigliati ec. La semplicità de’ pastori toglieva ogni sospetto di finzione, e di falsità, come osservò s. Ambrogio.

19 Maria autem conservabat omnia verba haec, conferens in corde suo. 19 Maria però di tutte queste cose facea conserva, paragonandole in cuor suo.

Ver. 19. Facea conserva, paragonandole ec. Paragonava tutto quel che vedeva, e udiva con quello, che era scritto in Mosè, e ne’ profeti, nutrendo la sua fede, e la sua gratitudine verso Dio, al quale era piaciuto, che in cose sì grandi toccasse a lei ad aver sì gran parte; ma con tentandosi di adorare in silenzio le opere di Dio, conservando in mezzo a tante grandezze la modestia, e l’umiltà, che tanto convengono a una vergine.

20 Et reversi sunt pastores glorificantes, et laudantes Deum in omnibus, quae audierant, et viderant sicut dictum est ad illos. 20 E i pastori se ne ritornarono glorificando, e lodando Dio per tutto quello, che udito avevano, e veduto, conforme era stato ad essi predetto.



Offertorio

Sl 92:1-2

1b Laus Cantici ipsi David in die ante sabbatum, quando fundata est terra. Dominus regnavit, decorem indutus est: indutus est Dominus fortitudinem, et praecinxit se. Etenim [Deus] firmavit orbem terrae, qui non commovebitur. 1b Lauda, ovver cantico dello stesso Davidde pel giorno, che precede il sabato, quando la terra fu fondata. Il Signore ha preso possesso del Regno, si è ammantato di splendore, si è ammantato di fortezza, e ne ha cinti i suoi fianchi. Perocché egli [Dio] diede fermo stato alla terra, la quale non sarà smossa.

Ver. 1. Pel giorno che precede ec. Questo giorno è il venerdì, nel qual giorno Iddio creò l’uomo e la donna, che abitasser la terra, onde e i LXX, e anche vari Salteri Latini leggono: quando la terra fu abitata. E nel giorno parimente di venerdì l’uomo fu redento da Cristo colla sua morte, e fu edificata la Chiesa, la quale dura fino al sabato eterno. A questo mistero hanno voluto alludere i LXX con dire, che questo salmo appartiene al giorno, che precede il sabato; e gli Ebrei maestri non meno che i Padri. Affermano, che del Messia qui si parla, e del suo regno.
Il Signore ha preso possesso del Regno, ec. Cristo vinta la morte, o ricevuta dal Padre assoluta potestà in cielo e in terra, cinto di gloria e di fortezza siede alla destra del Padre come Re e Signore di tutti gli uomini; imperocchè egli ha stabilita la terra, vale a dire, la Chiesa, che per tutto il mondo è estesa, l’ha stabilita nella fermezza della fede come sopra saldissima pietra, onde da tutto le forze dell’inferno non possa essere mai scossa, e in tale fermezza ella sussistere fino alla consumazione de’ secoli; e come al principio creò la terra, e le diede stabilita perché ella sussista fino alla fine del mondo, così alla nuova casa fondata da lui ha dati fondamenti immobili per tutta la lunghezza de’ secoli.

2 Parata sedes tua[, Deus,] ex tunc: a saeculo tu es. 2 Fin d’allora fu preparato, o Dio, il tuo trono: tu se’ ab eterno.

Ver. 3. Fin d’allora fu preparato, ec. Fino dalla costituzione del mondo fu preparato a te il trono reale; perocchè d’allora tu fosti Re, e Signore di tutte le creature, le quali tutte per te furon fatte, Joan. I. 3. E tu sei ab eterno uguale al Padre, consustanziale al Padre.



Comunione

Zac 9:9

9a Exulta satis filia Sion, iubila [lauda] filia Ierusalem: ECCE REX TUUS veniet tibi iustus [venit sanctus], et salvator [mundi]: ipse pauper, et ascendens super asinam, et super pullum filium asinae. 9a Esulta grandemente, o figliuola di Sion, giubila, o figliuola di Gerusalemme: Ecco che viene a te il tuo Re giusto [santo], e Salvatore [del mondo]: egli è povero, e cavalca un’asina, e un asinelio.
10 Et disperdam quadrigam ex Ephraim, et equum de Ierusalem, et dissipabitur arcus belli: et loquetur pacem Gentibus, et potestas eius a mari usque ad mare, et a fluminibus usque ad fines terrae. 10 Ed io torrò via i cocchi di Ephraim, e i cavalli di Gerusalemme, e gli archi guerrieri saranno spezzati; e quegli annunzierà la pace alle genti, e il suo dominio sarà di un mare all’altro, e dal fiume sino alla estremità della terra.

Ver. 9-10. Esulta grandemente, o figliuola di Sion, ec. Il Profeta adunque vede la massima delle felicità promesse a Gerusalemme, vede il giorno di quel gran Re aspettato, perchè promesso da tanti secoli, vede il giorno di Cristo, e confondendo le storte immaginazioni del Giudeo carnale, dipinge questo re conquistatore, che viene non sopra ricco dorato cocchio, cinto d’armi, e di armati; ma fa sua entrata nella superba Gerusalemme sedendo sopra un’asina, e sopra la reda di un’asina. Ecco adunque in qual forma verrà a te, o Sionne, questo tuo re, il quale circa cento anni dopo che tu sarai stata liberata dal giogo de’ Soriani, verrà a recare a te, e a tutte le genti una libertà, e una salute infinitamente più pregevole, e più costante: perocchè egli è giustizia sempiterna, egli il Santo de’ Santi, egli il Salvatore degli uomini, venuto a por fine al peccato, e a cancellare l’iniquità. Dan. IX. 24. Ma questo gran Re egli è povero, e povero ha voluto essere per far noi ricchi di sua povertà, e in tale stato ha voluto comparire nel mondo per farci conoscere come spirituale è il suo regno, il quale da un mare all’altro si stenderà, e dall’Eufrate sino agli ultimi confini del mondo. Per la qual cosa a stabilir questo regno si servirà non de’ cocchi di Ephraim, nè de’ cavalli, che anzi da Giuda, e da Israele torrà tutti gli strumenti di guerra, perchè il suo regno è regno di pace, e le sue leggi insegnano la giustizia, la concordia, l’amor de’ fratelli. Vedi Isai. II. 4. Michea V. 10. II.