Natale del Signore – Messa della Vigilia

Prima lettura

Is 62:1-5

1 Per amor di Sionne io non tacerò, e per amor di Gerusalemme io non mi darò posa, fino a tanto che il suo Giusto nasca come la luce del dì, e il suo Salvatore qual face ardente risplenda;

Ver. 1. Per amor di Sionne io non tacerò, ec. Io amo, io amo si ardentemente Sionne, che nè giorno nè notte io non istarò senza parlarne; non chiuderò la mia bocca e non mi darò posa, ma griderò, pregherò e ripregherò fino a tanto, che venga quel Giusto e quel Salvatore, che debbe essere sua luce, sua salute, suo bene. Questa Sionne è la Chiesa di Cristo, la Chiesa, obbietto del tenerissimo amore del Profeta, anzi di tutti i profeti, anzi l’obbietto dell’amore e de’ desideri di tutti i giusti e di tutti i secoli: tenerezza e amore, che confonde e condanna il poco affetto, per non dire il disamore, di tanti Cristiani verso questa sposa di Cristo. Il Profeta sapeva, che egli non dovea viver tanto da vedere venuto il Salvatore e formata questa Chiesa; ma egli si promette di parlare a tutti i secoli posteriori e dell’uno e dell’altra in questi suoi scritti: nè in vano sel promise: perchè la Chiesa stessa di lui si servirà ogni anno e di questi scritti per risvegliare i suoi figli e preparargli a rammemorare con amore e con frutto la venuta di Cristo sopra la terra. Impetrate voi, Profeta santo, eletto da Dio principalmente ad annunziare tutti i misteri di Gesù Cristo, impetrate a noi alcun poco di quella luce e di quell’ardente e viva fede, con cui furono da voi meditati e descritti.

2 Perocché le genti vedranno il tuo Giusto, e tutti i regi il tuo (re) glorioso: e sarà imposto a te un nome nuovo, cui la bocca del Signore dichiarerà.

Ver. 2. E tutti i regi il tuo (Re) glorioso. L’Ebreo legge: Vedranno tutte le genti la tua giustizia, e tutti i regi la tua gloria: ma il senso della nostra Volgata è lo stesso che dell’Ebreo, dove la giustizia significa il giusto, e la gloria significa il glorioso, il Liberatore e Re di Sionne.
E sarà imposto a te un nome nuovo, ec. Perchè nissuno sbagli nè prenda equivoco intorno alla città, di cui egli parla sotto il nome di Sionne e di Gerusalemme, di chiara il Profeta, che questo non sarà il nome, con cui ella sarà chiamata, perocchè ella ne avrà un altro datole dal suo stesso Liberatore, da cui sarà chiamata Chiesa di Cristo, e il popolo di lei, popolo di Cristo.

3 E tu sarai corona di gloria nella mano del Signore, e un diadema reale nella mano del tuo Dio.

Ver. 3. E’ tu sarai corona di gloria nella mano del Signore, ec. Tu sarai corona gloriosa e formata dalla mano del Signore, e diadema reale formato dalla mano del tuo Dio, corona e diadema, di cui si coronerà egli stesso per sua gloria grande. Tale, se non m’inganno, è il vero senso di questo luogo. La chiesa co’ suoi Apostoli, co’ suoi martiri, colle virtù delle vergini, de’ confessori, de’ suoi veri figliuoli, forma a Cristo gloriosa corona reale, di cui egli si orna e si gloria; corona però, che è opra dello stesso Signore e Dio, da cui viene e il buon volere ed il fare, e di cui sono dono tutti i meriti de’ suoi servi. Vedi s. Girolamo.

4 Tu non sarai detta più, La ripudiata; e la tua terra non sarà detta più, La desolata; ma tu sarai detta, La amata da me; e la tua terra dirassi. La popolata. Perocché il Signore si è in te compiaciuto; e la tua terra sarà abitata;

Ver. 4. Tu sarai detta L’amata da me. Ovvero, quella in cui mi compiaccio. Tu non sarai ripudiata giammai, perchè tu se’ la sposa amata, e in cui si è compiaciuta l’anima mia; nè tu cesserai in verun tempo di essere l’oggetto dell’amor mio.

5 Imperocché come coabita un giovine con una vergine, così abiteranno teco i tuoi figli: e come il gaudio dello sposo è la sposa, così sarai tu il gaudio del tuo Dio.

Ver. 5. Imperocchè come coabita un giovine con una vergine, ec. Abbiamo espresso l’avverbio di similitudine come, che sovente omettesi dagli Ebrei, e lo sottintesero i LXX e il Caldeo. Come in gran pace e giocondità convive un giovine sposo con una compagna, cui egli ha sposata giovinetta e fanciulla, così con somma pace e letizia viveranno nella Chiesa i fedeli uniti tra loro co’ vincoli di vera carità, benchè diversi di naturale, di abito, di lingua, di costumanze.
E come il gaudio dello sposo è la sposa, ec. E tu, sposa di Cristo, sarai il suo gaudio; perocchè tu vergine sposa arricchirai di numerosa e gloriosa prole il tuo sposo, nè verrà meno giammai il privilegio di tua miracolosa fecondità.



Salmo Responsoriale

Sl 88:2,4-5,16-17,27,29

[R:] 2a Le [tue] misericordie[,] del Signore[,] canterò io eternamente. A tutte le generazioni annunzierò colla mia bocca la tua verità.

Ver. 2. La tua verità. Predicherò o Signore, la tua fedeltà nell’adempire le tue promesse.

4 Io ho fermata alleanza co’ miei eletti; ho giurato a Davidde mio servo:

Ver. 4. Io ho fermata alleanza ec. S’intende ripetuto: tu dicesti. Io stabilì alleanza con Davidde, e col seme di lui eletto da me; e a Davidde mio servo feci questa giurata promessa; io darò stabilità e durazione eterna alla tua stirpe. Questa promessa si trova, 3. Reg. VII. 12 ed ella ha il suo adempimento in Cristo figliuolo di Davidde secondo la carne, e Re in eterno, e non de’ soli Ebrei, ma di tutte le genti. Vedi il detto luogo dei libro de’ Re, e psal. CXXXI. II. 12. Il regno di Cristo e il trono di Cristo ella è la Chiesa.

5 fino all’eternità serberò stabile il seme tuo. Ed io per tutte le generazioni farò stabile il tuo trono.
16 beato il popolo, che sa in te allegrarsi. Signore, alla luce della tua faccia cammineranno,

Ver. 16. Alla luce della tua faccia ec. Questi al lume del tuo celeste favore cammineranno, ed esulteranno di gaudio, rammentando la tua benignità e il tuo dolce nome, e saranno esaltati mediante la giustizia, di cui ad essi tu dai parte, giustificandoli e ornandoli del dono della tua grazia.

17 e nel nome tuo esulteranno tuttodì, e mediante la tua giustizia saranno esaltati.
27 Egli a me griderà: Tu se’ il Padre mio, mio Dio, e principio di mia salute.

Ver. 27. Egli a me griderà: Tu se’ il Padre mio, ec. Egli invocandomi nell’orazione darà a me il nome di Padre suo, perché riguardo alla sua divinità egli è mio figliuolo unico, vero, della mia stessa sostanza, e dirammi suo Dio e suo difensore per ragione della forma di servo, che egli assumerà.

29 A lui conserverò la mia misericordia in eterno, e la mia alleanza con lui sarà stabile.

Ver. 29. La mia alleanza con lui sarà stabile. A differenza dell’antica alleanza, la quale ebbe fine.



Seconda lettura

Act 13:16-17,22-25

14 Eglino, lasciata Perge, giunsero ad Antiochia della Pisidia: ed entrati nella Sinagoga il giorno di sabato, si misero a sedere. 15 E fatta che fu la lettura della legge, e de’ profeti, i capi della Sinagoga mandarono a dir loro: Fratelli, se avete qualche discorso da istruir il popolo, parlate.

Ver. 15. Fatta che fu la lettura della legge, e de’ profeti, ec. La lettura della legge si faceva per regola introdotta dallo stesso Mosè, e rinnovellata da Esdra, il quale aggiunse a questo, che si leggesse ancora ogni sabato qualche capitolo de’ profeti. Gli Ebrei dicono, che quando Antioco Epifane proibì sotto pena di morte i libri della legge, gli Ebrei sostituirono la lettura de’ profeti, la quale, passato il pericolo, ritennero insieme colla legge.
Se avete qualche discorso da istruire ec. È da supporre, che Paolo, e Barnaba erano colà arrivati qualche giorno prima, e avevano cominciato a parlare della dottrina del Vangelo, e perciò erano conosciuti dai capi della Sinagoga, i quali, portando l’uso, che dopo la lettura sagra alcuno facesse l’istruzione al popolo, offersero questo onore a’ due Apostoli, come a forestieri.

16 E Paolo[, giunto ad Antiochia di Pisidia, nella sinagoga,] alzatosi, e facendo colla mano segno di tacere, disse: Uomini Israeliti, e voi, che temete Dio, udite:

Ver. 16. E voi, che temete Dio, ec. Pare indubitato, che queste parole indichino i proseliti, o sia i Gentili convertiti al Giudaismo, i quali intervenivano cogli Ebrei alle pubbliche adunanze. Ciò apparisce chiaramente dai versetti 26. 42. 50.

17 Il Dio del popolo d’Israele elesse i padri nostri, ed esaltò il popolo, mentre abitavano pellegrini nella terra di Egitto, e alzato il suo braccio li trasse fuori di essa,

Ver. 17. Elesse i padri nostri, ec. Vale a dire gli scelse tra tutti i popoli del mondo, per formare della loro discendenza un popolo consagrato al culto del solo vero Dio.
Ed esaltò il popolo, mentre abitavano pellegrini ec. Questo popolo forestiero nell’Egitto fece Dio, che entrasse in grazia a Faraone per mezzo di Giuseppe; la qual cosa grandemente servì ad aumentarlo, e ingrandirlo.
E alzato il suo braccio ec. Ha qui in vista l’Apostolo le parole dell’Esodo, cap. VI. 6.

22 E tolto lui, suscitò loro per re Davidde: cui rendendo testimonianza, disse: Ho trovato Davidde figliuolo di Jesse, uomo secondo il cuor mio, il quale farà tutti i miei voleri. 23 Del seme di questo trasse Dio, secondo la promessa, il Salvatore per Israele, Gesù. 24 Avendo predicato Giovanni dinanzi a lui, che veniva, il battesimo di penitenza a tutto il popolo d’Israele. 25 E terminando Giovanni la sua carriera, diceva: Chi credete voi, che io mi sia? Non sono io quello, ma ecco, che viene dopo di me uno, di cui non soli degno di scioglier dai piedi i sandali.

Ver. 25. E terminando Giovanni.. diceva: Chi credete ec. La predicazione di Giovanni avea fatto gran rumore presso gli Ebrei, e il nome di questo profeta era sparso per ogni parte. Si serve adunque l’Apostolo dell’autorità di Giovanni per dimostrare, che Gesù è il Messia.



Vangelo

Mt 1:1-25

1 Libro della generazione di Gesù Cristo figliuolo di David, figliuolo d’Abramo.

Ver. 1. Figliuolo di David, figliuolo d’Abramo. Con queste parole l’Evangelista comincia a darci un’idea della grandezza di colui, del quale prende a scriver l’istoria, accennando, come questi è quel figliuolo promesso tante volte a Davidde, e di cui lo stesso Re profeta celebrò divinamente i misteri, e le glorie; promesso tanto tempo avanti ad Abramo, cui era stato detto da Dio: nel seme tuo saran benedette tutte le genti della terra, Gen. XXVI. 4. E nomina il sacro storico in primo luogo Davidde, per chè la promessa fatta a questo era più recente, più onorifica, come quella, che assicurava alla discendenza di lui un regno perenne. Quindi dalla stessa plebe non con altro nome era conosciuto il Messia, fuori che con questo di figliuol di Davidde, Matth. XII. 23. XXI. 9.

2 Abramo generò Isacco: Isacco generò Giacobbe: Giacobbe generò Giuda, e i suoi fratelli. 3 Giuda ebbe di Tamar Fares, e Zara: Fares generò Esron: Esron generò Aram. 4 Aram generò Aminadab: Aminadab generò Naasson: Naasson generò Salmon. 5 Salmon ebbe di Raab Booz: Booz ebbe di Rulh Obed: Obed generò Jesse:e Jesse generò David Re. 6 David Re ebbe Salomone di quella, che era stata (moglie) d’Uria. 7 Salomone generò Roboamo: Roboamo generò Abìa: Abìa generò Asa. 8 Asa generò Giosafatte: Giosafatte generò Joram: Joram generò Ozia. 9 Ozia generò Gioatam: Gioatam generò Achaz: e Achaz generò Ezechìa. 10 Ezechìa generò Manasse: Manasse generò Amon: Amon generò Giosia. 11 Giosìa generò Gieconia, e i suoi fratelli imminente la trasmigrazione in Babilonia. 12 E dopo la trasmigrazione di Babilonia Gieconia generò Salatici: Salatici generò Zorobabel. 13 Zorobabel generò Abiud: Abiud generò Eliacim: Eliacim generò Azor. 14 Azor generò Sadoc: Sadoc generò Achim: Achim generò Eliud. 15 Eliud generò Eleazar: Eleazar generò Matan: Matan generò Giacobbe. 16 Giacobbe generò Giuseppe, sposo di Maria: della quale nacque Gesù chiamato il Cristo.

Ver. 16. Giuseppe, sposo di Maria. Colla genealogia di Giuseppe il s. Evangelista dimostra, che Maria, e il suo figliuolo Gesù discendono da Davidde: perocchè viene egli a farci intendere, come per ragione di parentela dovea Giuseppe essere lo sposo di Maria, affinchè con essa avesse l’eredita secondo la legge (Num. ult.), non avendo i genitori di lei figliuol maschio: della qual cosa, come nota agli Ebrei, pe’ quali scriveva, non ha fatta parola s. Matteo (Ians. Gand.)

17 Da Abramo dunque sino a Davidde sono in tutto quattordici generazioni: da Davidde sino alla trasmigrazione di Babilonia quattordici generazioni: e dalla trasmigrazione di Babilonia sino a Cristo quattordici generazioni. 18 La nascita di Gesù Cristo fu in questo modo. Essendo stata la madre di lui Maria sposata a Giuseppe, si scoperse gravida di Spirito santo, prima che stessero insieme.

Ver. 18. Si scoperse gravida di Spirito santo. Si manifestò agli occhi altrui la sua gravidanza, avendo ella concepito di Spirito santo senza opera d’uomo. La concezione del Verbo, benchè comune alle tre divine persone, è attribuita particolarmente allo Spirito santo; perchè siccome al Padre la potenza, la sapienza al Figliuolo, così allo Spirito santo si attribuiscono le opere di carità e di santità; tralle quali la massima fu l’incarnazione del Verbo di Dio.
Prima che stessero insieme. Sopra questa maniera di parlare veggasi s. Girolamo adv. Helv., dove evidentemente dimostra, che il dire, che una cosa non fu fatta per l’avanti, non porta, che sia stata fatta in appresso. Se io dico (dice questo s. Dottore), che questo, o quell’eretico non farà penitenza prima di morire, non voglio io perciò indicare, ch’ei sia per far penitenza dopo la morte.

19 Or Giuseppe marito di lei, essendo uomo giusto, e non volendo esporla all’infamia, prese consiglio di segretamente rimandarla. 20 Ma, mentre egli stava in questo pensiero, un Angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: Giuseppe, figliuolo di Davidde, non temere di prendere Maria tua consorte: imperocché ciò, che in essa è stato conceputo, è dallo Spirito santo.

Ver. 20. Ma mentre egli stava in questo pensiero, ec. Viene a dire, nel mentre ch’egli andava dentro di sè pensando, in qual modo potesse senza infamia della sua sposa trovar modo di allontanarsene.

21 Ella partorirà un figliuolo, cui tu porrai nome Gesù; imperocché ei sarà, che libererà il suo popolo da’ suoi peccati.

Ver. 21. Ella partorirà un figliuolo. Certamente accenna qui l’Angelo a Giuseppe la celebre profezia riferita nel vers. 23, e affermando egli con sicurezza, che il parto di Maria sarà un figliuol maschio, e che a questo figliuolo è stato già posto il nome nel cielo, viene a render sicuro Giuseppe, che la sua sposa è appunto quella vergine fortunata predetta da Isaia.

22 Tutto questo segui, affinchè si adempisse, quanto era stato detto dal Signore per mezzo del Profeta, che dice: 23 Ecco che la Vergine sarà gravida: e partorirà un figliuolo, e lo chiameranno per nome Emanuele: che interpretato significa Dio con noi.

Ver. 23. Che interpretato significa Dio con noi. Significa Dio (o sia il Verbo di Dio) incarnato, e abitante, e conversante tra gli uomini.

24 Risvegliatosi adunque Giuseppe dal sonno, fece come ordinato gli avea l’Angelo del Signore, e prese con seco la sua consorte. 25 Ed egli non la conosceva, sino aquando partorì il suo figliuolo primogenito, e chiamollo per nome Gesù.