Alcuni brani della Bibbia utilizzati nell’Ordinario della Messa

Vedi pure alcuni brani utilizzati nella Messa Tridentina

Segno della Croce

[Nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo. Amen.]

cf. Mt 28:19

19b Andate adunque, istruite tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre, del Figliuolo, e dello Spirito santo:



Salutazione Liturgica I

2 Cor 13:13

13 La grazia del Signor nostro Gesù Cristo, e la carità di Dio, e la partecipazione dello Spirito santo sia con tutti voi. Così sia.

Ver. 13. La grazia del Signor nostro Gesù Cristo, e la carità ec. Sia con tutti voi la gratuita beneficenza di Cristo, e l’amore, con cui Dio Padre di Gesù Cristo in Cristo stesso vi ama, e vi tiene cari, e la partecipazione de’ doni dello Spirito santo.
Cosi sia. Questo non trovasi negli antichi codici scritti a penna, e credesi aggiunto dalla Chiesa di Corinto, la quale com’era l’uso, rispondeva con quella parola ogni volta, che nelle pubbliche adunanze erasi letta questa divinissima lettera.



Salutazione Liturgica II

Filip 1:2 = Efes 1:2

2 Grazia, e pace a voi da Dio padre nostro, e dal Signor Gesù Cristo.

Ver. 2. Grazia, e pace a voi ec. Rom. I. 8., I. Cor. 1. 3; 2. Cor. I. 2.; Gal. I. 3.



Salutazione Liturgica III (Dominus vobiscum)

[V. Il Signore sia con voi.
R. E con il tuo spirito.]

cf. 2 Tim 4:22

22 Il Signor Gesù Cristo col tuo spirito. La grazia con voi. Cosi sia.



Kyrie

[V. Kyrie eleison (Κύριε ἐλέησον)
R. Kyrie eleison

V. Christe eleison (Χριστέ ἐλέησον)
R. Christe eleison

V. Kyrie eleison (Κύριε ἐλέησον)
R. Kyrie eleison]

[V. Signore, pietà
R. Signore, pietà

V. Cristo, pietà
R. Cristo, pietà

V. Signore, pietà
R. Signore, pietà]

Is 33:2

2 κύριε ἐλέησον ἡμᾶς ἐπὶ σοὶ γὰρ πεποίθαμεν ἐγενήθη τὸ σπέρμα τῶν ἀπειθούντων εἰς ἀπώλειαν ἡ δὲ σωτηρία ἡμῶν ἐν καιρῷ θλίψεως 2 Signore abbi pietà di noi; perocché te noi abbiamo aspettato: sii tu nostra fortezza al mattino, e nostra salute al tempo della tribolazione.

Ver. 2. Te noi abbiamo aspettato. L’aiuto tuo e non degli uomini abbiamo noi desiderato e aspettato. Si tu nostra forza al mattino, cioè di buon’ ora, senza ritardo, (ovvero come ha l’Ebreo) ogni mattina, cioè ogni giorno. Alcuni espongono nella prosperità; perocchè tanto (e for se più) è da temersi la superbia ne’ tempi felici, come la diffidenza e la disperazione nelle calamità; onde è sempre a noi necessario l’aiuto divino.

Sl 6:3

3 ἐλέησόν με κύριε ὅτι ἀσθενής εἰμι ἴασαί με κύριε ὅτι ἐταράχθη τὰ ὀστᾶ μου 3 Abbi pietà di me, perché io sono senza forze, sanami, o Signore, perché le ossa mie sono scommosse.

Ver. 3. Le ossa mio sono scommosse. Esprime con enfasi grande i terrori del peccatore, che treman alla vista de’ terribili giudizi divini, abbattuto dal peso de’ mali presenti, e dal terrore de’ futuri. Il mio corpo è spossato, le mie ossa sono tutte dissestate, e l’anima mia è piena di turbamento e di terrore.

Sl 122:3

3 ἐλέησον ἡμᾶς κύριε ἐλέησον ἡμᾶς ὅτι ἐπὶ πολὺ ἐπλήσθημεν ἐξουδενώσεως 3 Abbi pietà di noi, o Signore, abbi di noi pietà; perocché siam satolli di disprezzo oltre modo:

Ver. 3. Siam satolli di disprezzo oltre modo. I nemici della verità e della pietà non fanno altro continuamente, che caricarci di dispregi.

Mt 15:22

22 καὶ ἰδοὺ γυνὴ Χαναναία ἀπὸ τῶν ὁρίων ἐκείνων ἐξελθοῦσα ἔκραζεν λέγουσα: ἐλέησόν με, κύριε, υἱὸς Δαυίδ: ἡ θυγάτηρ μου κακῶς δαιμονίζεται. 22 Quand’ ecco una donna Cananea uscita da que’ contorni alzò la voce, dicendogli: Abbi pietà di me, Signore, figliuolo di Davidde: la mia figliuola è malamente tormentata dal demonio.

Ver. 22. Una donna Cananea ec. Credesi, che il titolo di Cananea sia dato a questa donna, perchè ella fosse di una di quelle sette nazioni noverate nel Deuteron. VII. I., che portava specialmente il nome di Cananea. Questa gente era tenuta dagli Ebrei per la più empia di tutto il gentilesimo.
Figliuolo di Davidde. Si può credere, che la notizia del Messia aspettato in questo tempo da tutti gli Ebrei fosse divulgata anche tra’ popoli confinanti.

Mt 20:30

30 καὶ ἰδοὺ δύο τυφλοὶ καθήμενοι παρὰ τὴν ὁδόν, ἀκούσαντες ὅτι Ἰησοῦς παράγει, ἔκραξαν λέγοντες, ἐλέησον ἡμᾶς, κύριε υἱὸς Δαυίδ. 30 Quand’ ecco, che due ciechi, i quali stavan a sedere lungo la strada, avendo udito dire, che passava Gesù, alzaron la voce, dicendo: Signore, figliuolo di David, abbi pietà di noi.



Gloria

[Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, (…)]

Lc 2:14

14 Gloria a Dio nel più alto de’ cieli, e pace in terra agli uomini di buon volere.

Ver. 14. Gloria a Dio ec. In Isaia cap. XLIV. 23. XLIX. 13. erano invitati i cieli, cioè i cittadini celesti, a dar gloria a Dio per questa stessa opera della possanza, sapienza, e bontà di lui; e ciò eglino fanno adesso con queste parole, le quali sono da tanti secoli nella bocca della Chiesa il principio di quel mirabile cantico, col quale ella benedice, e ringrazia il Signore nella celebrazione de’ divini misteri.
Pace in terra. Col nome di pace intendesi nelle Scritture ogni sorta di bene: or dice l’Apostolo, che tutti i beni diede a noi Iddio, allorchè ci diede il suo Unigenito divenuto nostro fratello. Particolarmente però s’intende qui col nome di pace la riconciliazione nostra con Dio, della qual pace il mediatore fu Cristo.
Agli uomini del buon volere. Che questa lezione della Volgata sia da preferirsi alla odierna lezione Greca, sembra certissimo dalla maniera, onde è riportato questo luogo da molti antichi Padri e Greci, e Latini. Dove noi leggiamo del buon volere, il Greco ha una parola, la quale in altri luoghi si spiega dal nostro interprete Latino colla voce beneplacito, e a Dio solo suol riferirsi, e significa il buon volere di Dio verso degli uomini. Dice adunque pace in terra agli uomini del buon volere, pe’ quali cioè ha il Signore buona, e propensa volontà; e con ciò s’intende i predestinati, i quali soli fanno acquisto della pace por tata da Cristo a tutti gli uomini. Vedi s. Iren. l. 3. II. E come notò il Maldonato, s’insegna qui, che non pel merito degli uomini, ma per la sola misericordia, e liberalità di Dio è stabilita questa pace.



Prima lettura, Salmo, Seconda lettura, Vangelo

[nel Proprio del giorno]



Il sacerdote, a lato dell’altare, si lava le mani dicendo sottovoce

[Lavami, Signore, da ogni colpa, purificami da ogni peccato.]

Ps 50:4

4 Lavami ancor più dalla mia iniquità, e mondami dal mio peccato;

Ver. 4. Lavami ancor più ec. Purga sempre più la mia coscienza dalla immondezza del peccato: più copiosa lavanda e grazia più abbondante richiedesi, perch’ io ricuperi interamente e conservi una perfetta purezza.



Sursum corda

[V. Il Signore sia con voi.
R. E con il tuo spirito.

V. In alto i nostri cuori.
R. Sono rivolti al Signore.

V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
R. È cosa buona e giusta.]

cf. Lam 3:41

41 NUN. Alziamo al cielo insiem colle mani i cuori nostri al Signore.



Sanctus

[Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell’alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell’alto dei cieli.]

Brani sul Sanctus



Consacrazione dell’Eucaristia

Brani sulla Consacrazione dell’Eucaristia


Il popolo acclama dicendo

[Ogni volta che mangiamo di questo pane
e beviamo a questo calice
annunziamo la tua morte, Signore,
nell’attesa della tua venuta.]

1 Cor 11:26

26 Imperocché ogni volta, che mangerete questo pane, e berete questo calice: annuncerete la morte del Signore per fino a tanto che egli venga.

Ver. 26. Imperocchè ogni volta, che mangerete ec. Spone qui l’Apostolo quelle precedenti parole di Cristo in memoria di me. Voi (dic’egli) rinnovando questo mistero, il quale sarà ogni dì rinnovato per tutta la Chiesa fino alla seconda venuta di Gesù Cristo, rammemorerete ogni volta, e rappresenterete la morte del Signore.



Volgi sulla nostra offerta il tuo sguardo… (dalla Preghiera Eucaristica I)

[Volgi sulla nostra offerta il tuo sguardo sereno e benigno, come hai voluto accettare i doni di Abele, il giusto, il sacrificio di Abramo, nostro padre nella fede, e l’oblazione pura e santa di Melchisedech, tuo sommo sacerdote.]

cf. Gen 4:4

4 Abele ancora offerse de’ primogeniti del suo gregge, e de’ più grassi tra essi: e il Signore volse lo sguardo ad Abele, e a’ suoi doni;

Ver. 4. Ed e’ più grassi tra essi. Il Siriaco, illustrando quello che è alquanto oscuro nell’Ebreo, tradusse: offerse i primogeniti de’ suoi montoni e i più grassi: sopra di che nota il Grisostomo, che Abele dell’Ottimo offerse il meglio. Gli Ebrei insegnano, che i sacrifizi di Abele erano tutti olocausti; mentre non era ancora permesso di cibarsi delle carni, né per conseguenza di offerire sacrifizio, in cui qualche parte dell’animale si riserbasse per l’uomo. Da molti autori profani impariamo, che l’uso di sacrificare gli stessi animali non fu il più antico e comune presso le nazioni, le quali da prima si contentavano di offerirne il latte a la lana: lo che sembra non possa avere origine altronde, se non dall’astenersi, che fecero i primi uomini, dalle carni delle bestie.
Il Signore colse lo sguardo su Abele e a’ suoi doni. La fede e la pietà sincera di Abele, fu quella, che rendette a Dio accetti i suoi doni. Hebr. XI. 4. Per la fede offerse a Dio ostia migliore Abele, che Caino, per la quale fu lodato come giusto, approvati da Dio i doni di lui. I Padri comunemente credono, che il segno dato da Dio del gradimento, con cui accettava l’offerta di Abele a differenza di quella di Caino, si fu il consumare con un fuoco mandato dal cielo il suo sacrifizio. Un’antica traduzione approvata da S. Girolamo dove noi abbiamo: Dio rivolse lo sguardo a doni ec. portava: Dio mise il fuoco ne’ doni, ec. Simil segno di approvazione vedesi altre volte ne’ nostri libri santi, come Levit. IX. 24. I. Paral. XIII 26.

cf. Gen 22:9-13

9 E giunsero al luogo mostrato a lui da Dio, in cui egli edificò un altare, e sopra vi accomodò le legna: e avendo legato Isacco suo figlio, lo collocò sull’altare sopra il mucchio delle legna.

Ver. 9. E avendo legato Isacco ec. Isacco allora non avea meno di venticinque anni, e gli Ebrei gliene danno fino a trenta e anche trentasette. Se egli adunque fu legato dal padre, lo fu di suo pieno consentimento; perocchè, udito dal padre il comando di Dio, si soggettò volentieri alla morte; onde meritò di essere un vivo anticipato ritratto dell’altissima obbedienza, colla quale Gesù Cristo pone le mani e i piedi per essere confitto sopra la croce.

10 E stese la mano, e diè di piglio al coltello per immolare il suo figliuolo.
11 Quand’ecco l’Angelo del Signore dal ciel gridò, dicendo: Abramo, Abramo. E quegli rispose: Eccomi.
12 E quegli a lui disse: Non stendere la tua mano sopra il fanciullo, e non fare a lui male alcuno: adesso ho conosciuto, che tu temi Dio, e non hai perdonato al figliuol tuo unigenito per me.

Ver. 12. Adesso ho conosciuto, che tu temi Dio, ec. Adesso con questo gran fatto è dato a conoscere e tutti, come tu temi Dio, e come lo ami fino a preferirlo al tuo unico figliuolo: ovvero, adesso ho di te una vera e certa prova, che tu temi Dio, ec.
Non hai perdonato al figliuolo tuo unigenito per me. Queste parole da un altro lato spiegano fortemente l’amore del Padre: il quale diede il proprio figliuolo alla morte per l’uom peccatore, onde ognuno di noi può dirgli: non hai perdonato al figliuolo tuo unigenito per me: come del figliuolo può dire con le parole di Paolo: egli mi amò, e per me diede se stesso.

13 Alzò gli occhi Abramo, e vide dietro a sé un ariete preso per le corna tra’ pruni, e se lo tolse, e in olocausto lo offerse in vece del figlio.

Ver. 13. Vide un ariete preso per le corna tra’ pruni. La Provvidenza somministra ad Abrahamo la vittima pel sacrifizio invece di Isacco; ma questa nuova vittima e una nuova figura di Cristo coronato di spine e offerto sulla croce. Così noi ci svvezziamo a riconoscere in tutte le vittime e in tutti i sacrifizi avanti e dopo la legge, a riconoscer dico, quell’unica vittima, e quell’unico sacrifizio, da cui tutti i precedenti sacrifizi trassero il loro merito, quando furono a Dio accetti; quell’unica vittima e quell’unico sacrifizio, il quale servì in santificazione di tutti gli eletti di tutti i secoli precedenti, come di tutti i futuri.

cf. Gen 14:18

18 Ma Melchisedec re di Salem, messo fuora del pane e del vino: perocché egli era sacerdote di Dio Altissimo:

Ver. 18. Ma Melchisedech re di Salem, ec. Salem è Gerusalemme per comun parere dei Padri e degl’interpreti.
Messo fuora del pane e del vino perocchè era sacerdote ec. Questa giunta, che Melchisedech era sacerdote, non essendo certamente messa a caso, dimostra assai chiaramente contro gli eretici, che il pane e il vino portato e messo furon da Melchisedech dovea servire al sacrifizio pacifico, che egli offerse in rendimento di grazie a Dio pella vittoria di Abramo; ed e stato anche da altri osservato, che vari antichi Ebrei, invece di quelle parole messe fuora del pane e del vino traducono l’Ebreo: offerse del pane e del vino; E Filone Ebreo dice, che Melchisedech offerse sacrifizio per la vittoria. Ma tutto il mistero di questo re sacerdote, ammirabil figura di Cristo sacerdote, secondo l’ordine di Melchisedech e re di pace, e spiegato divinamente da Paolo, Hebr. VII; onde è da vedersi quello, che ivi si è detto. Aggiungerò solamente, che vari antichissimi Padri, e dietro a questi Teodoreto, ed Eusebio credono, che Melchisedech fosse un regolo della Chananea, il quale per un miracolo della grazia si mantenne santo e giusto tra gli empi.



Padre Nostro (Pater Noster)

Brani sulla Preghiera del Signore



Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli

[Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”, non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unita e pace secondo la tua volontà. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.]

Giov 14:27

27a La pace lascio a voi, la pace mia do a voi: ve la do io non in quel modo, che la da il mondo. Non si turbi il cuor vostro, né s’impaurisca.

Ver. 27. La pace lascio a voi: ec. Gli Ebrei col nome di pace intendono la salute, e ogni bene. Non in quel modo, che la dà il mondo. Non con sole nude, e inefficaci parole, ma in realtà, facendo con la virtù mia onnipotente quello che vi annunzio. Ovvero, vi annunzio non la pace del mondo, breve, instabile, talor anche falsa; ma la pace vera, spirituale, eterna.



Agnus Dei

[Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, dona a noi la pace.]

cf. Giov 1:29

29 Il giorno dopo Giovanni vide Gesù, che venivagli incontro, e disse: Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui, che toglie i peccati del mondo.

Ver. 29. L’Agnello di Dio. Vale a dire, gratissimo a Dio, degno per la sua innocenza di essere offerto a Dio per la propiziazione de’ peccati del mondo. Alludesi e all’agnello pasquale, e a quello del sagrifizio perenne, il quale offe rivasi ogni dì, mattina e sera, due figure di Gesù Cristo. Avrebbe potuto dire il Batista: Ecco il Messia, ecco il Re d’Israele; ma avendo abbastanza ciò significato col precedente discorso, vuole adesso con queste parole levar dalla mente degli Ebrei l’errore nel quale vivevano, e il quale potea ritenerli dal riconoscere il Cristo nell’umile, e abietto stato, in cui compariva tra loro. Imperocchè un Messia aspettavano, che venisse con potere, e magnificenza da re. Da tali idee tutte carnali li rappella il Precursore a considerare nel Messia per suo primo carattere l’essere quell’Agnello immacolato, destinato ad essere sacrificato, e svenato per li peccati del mondo, per la salute del quale doveva morire prima di stabilire il suo regno.
Che toglie i peccati. Li toglie quasi peso grave, e insopportabile dagli omeri degli uomini, prendendolo sopra se stesso.



Rito di communione

Giov 1:29

29 Il giorno dopo Giovanni vide Gesù, che venivagli incontro, e disse: Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui, che toglie i peccati del mondo.

Apoc 19:9

9 E dissemi: scrivi: beati coloro, che sono stati chiamati alla cena nuziale dell’Agnello: e dissemi: queste parole di Dio sono vere.

Ver. 9. E dissemi: scrivi ec. L’Angelo, il quale per ordine di Cristo svelava a Giovanni quel misteri, gli comanda di scrivere quello che segue, come molto utile ad animare, e sostenere la virtù, e la fortezza dei buoni ne continui combattimenti, che hanno da soffrire nel mondo. Beati, e tre, e quattro volte beati coloro, che avranno luogo all’eterno banchetto nuziale dell’Agnello.

[O Signore, non sono degno
di partecipare alla tua mensa:
ma di’ soltanto una parola
e io sarò salvato.]

cf. Mt 8:8

8 Ma il centurione rispondendo disse: Signore, io non son degno, che tu entri sotto il mio tetto: ma di solamente una parola, e il mio servo sarà guarito.



Ite, missa est

[La Messa é finita: andate in pace.]

Oppure:

[Andate ad annunciare il Vangelo del Signore.]

Mc 16:15

15 E dissse loro: Andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo a tutti gli uomini.

Ver. 15. A tutti gli uomini. A ogni genere di uomini, Ebrei, Gentili, Greci, e barbari senza distinzione.